By Soren Kierkegaard

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New PDF release: Lo spirito del giacobinismo. Le società di pensiero e la

Come osserva Sergio Romano nella nota introduttiva, dopo l. a. crisi delle ideologie e los angeles sconfitta della “ragione rivoluzionaria” è oggi possibile prescindere dalle passioni di parte e riconsiderare l. a. Rivoluzione francese con maggior distacco ed equità. È quanto aveva già fatto Augustin Cochin in questo libro scritto tra il 1904 e il 1912 che, riletto oggi, acquista rinnovato valore e importanza.

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Potrebbe sembrare come se l’intero comportamento di Socrate covasse addirittura un’ironia latente, in quanto, avviandosi con apparente buonafede verso la trappola approntata da Aristippo, Socrate vanificherebbe i suoi astuti piani e lo porterebbe a far valere lui controvoglia ciò che secondo i suoi calcoli avrebbe sostenuto Socrate. Ad ogni modo, chiunque conosca Senofonte troverà ciò sommamente improbabile e, a rassicurazione ulteriore, Senofonte stesso ha indicato una ragione completamente diversa, ossia che Socrate si comportò così «per giovare alla sua cerchia».

Sul concetto di ironia è rivolto insomma al pubblico. La conclusione mi sembra obbligata: noi abbiamo Sul concetto di ironia; la sua distanza dalla dissertazione vera e propria è incalcolabile, ma proprio anche concedendo che sia nulla, Sul concetto di ironia sarà allora un libro «normale», servito anche da dissertazione. Questo risultato è il rovescio del noto da cui siamo partiti, dove appunto si sottintendeva che Sul concetto di ironia fosse una dissertazione anche pubblicata. In un certo senso, è poca cosa, anzi pochissima: non ho fatto che spostare le tesi dal testo, in cui le edizioni canoniche le collocano, entro codesta premessa.

Da qui il rimprovero frequente e profondamente ironico che Socrate muove ai sofisti, di saper certo parlare ma non conversare. A venire svalutato con questo termine, parlare, contrapposto all’altro, conversare, è appunto l’egotismo della retorica, che desidera quanto si dovrebbe chiamare il bello astratto, versus rerum inopes nugaeque canorae, e fa della forma stessa, sganciata dal suo rapporto a un’idea, un oggetto di venerazione devota. Nella conversazione invece, il locutore è costretto ad attenersi all’oggetto,** sempre che la conversazione non venga vista come identica a un duetto eccentrico, dove ciascuno canta il suo pezzo senza badare all’altro, e una parvenza di conversazione rimane ancora solo perché non ci si parla addosso.

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Sul concetto di ironia in riferimento costante a Socrate by Soren Kierkegaard


by Richard
4.4

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